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  • Immagine del redattoreAvvocato MILANI Alessandro Giovanni

INDEBITI INPS: come ridurre il debito con l'assistenza di un legale e il ricorso amministrativo

Aggiornamento: 27 gen

Una guida fondamentale per capire cosa sono gli INDEBITI PREVIDENZIALI e ASSISTENZIALI INPS, come va affrontata la posizione al fine di gestire al meglio la richiesta di restituzione di importi erogati da INPS e come avviare un ricorso gerarchico o una richiesta di rateizzazione dell'importo dovuto.


  1. Come e perchè si incorre in un indebito previdenziale;

  2. Cosa fare quando arriva la notifica dell'INPS che pretende la restituzione di quote pensione;

  3. Quando e perchè è necessario affidarsi ad un consulente previdenziale;

  4. Come deve essere avviato il ricorso gerarchico di opposizione;

  5. I tempi previsti di legge;

  6. Perchè non accettare subito la rateizzazione prima di aver consultato un consulente previdenziale;

  7. Casi ed esempi reali di riduzione del debito o di annullamento del provvedimento grazie alla mediazione stragiudiziale;

  8. Consigli e procedure di aspetto giuridico-legale.


Il testo che segue è stato estrapolato dalla trasmissione radio "L'avvocato risponde" a cui hanno partecipano gli avvocati Alessandro MILANI e Celeste COLLOVATI specializzati in Diritto Previdenziale. Da molti anni forniscono assistenza legale sul tema della tutela delle pensioni e la difesa dei diritti dei pensionati.



Potete anche ascoltare l'intera puntata cliccando qui sotto:



Mettiamo in campo la nostra competenza per rispondere ai dubbi dei nostri clienti e risolvere le loro problematiche di carattere legale

L'avvocato Alessandro Milani è un legale esperto in materia di pensioni e Diritto Civile e Previdenziale. Col suo team di consulenti specializzati da molti anni si occupa di INDEBITI PENSIONISTICI e contenziosi con l'Istituto di Previdenza Sociale, un settore in cui la legislazione è in continua evoluzione e richiede un costante studio e una certificata conoscenza delle normative.


Tutte le materie del Diritto sono in costante aggiornamento ed esigono un continuo studio dell'evolversi delle normative specialmente in campo Previdenziale e del Diritto del Lavoro. Crediamo nella profonda specializzazione del professionista esperto in materia di pensioni, caratteristica fondamentale che non va sottovalutata.

Il nostro studio si avvale inoltre della collaborazione di esperti consulenti previdenziali a cui sottoporremo la vostra situazione pensionistica per essere analizzata anche dal punto di vista contabile e tecnico. Queste consulenze sono certamente utili anche per chi abbia bisogno di consigli di carattere procedurale o magari volesse dei chiarimenti e avere risposte chiare ai dubbi sulle prestazioni pensionistiche.


Solo così possiamo offrire ai nostri assistiti un'adeguata valutazione di carattere tecnico-giuridica della loro posizione pensionistica per poi assumerne la difesa dinnanzi alle contestazioni avanzate dalla controparte e incardinare la migliore strategia di difesa in un contenzioso con l'Istituto di Previdenza Sociale.



L'INDEBITO PENSIONISTICO NASCE DALLA MANCATA COMUNICAZIONE ALL'INPS DEI VOSTRI REDDITI


A molti di voi è capitato di affidarsi alle Associazioni o Patronati per la presentazione della domanda di PENSIONE di REVERSIBILITA' o per ottenere altre prestazioni di carattere previdenziale o assistenziale. Non sempre i Patronati forniscono ai loro clienti (per lo più pensionati) tutte le informazioni necessarie ed esaurienti sugli obblighi che ricadono con l'ottenimento di una prestazione previdenziale. Pertanto, in molteplici occasioni il loro operato sembra lasciare delle zone d'ombra ove il pensionato non sa come deve comportarsi nei confronti dell'ente previdenziale che avanza una richiesta di restituzione di quote pensione e soprattutto a chi rivolgersi per districarsi in questa "giungla" normativa.


Per esempio pochi sanno dell'OBBLIGATORIETA' di COMUNICARE anche all'INPS la propria Dichiarazione dei Redditi: non basta inviarla solo all'Agenzia delle Entrate come molti di voi normalmente fanno, ma dovete inviarla anche all'ente previdenziale specialmente in caso di variazioni reddituali in aumento di varia natura.

Queste sono alcune delle ragioni per cui consigliamo di affidarvi a dei professionisti esperti in Diritto Previdenziale (avvocato e consulente previdenziale), che potranno informarvi su tutte le normative vigenti in materia e delle continue evoluzioni giurisprudenziali al fine di farvi conseguire il riconoscimento del vostro diritto di ottenere una prestazione e non incorrere in questo fenomeno, oramai diffusissimo, degli indebiti previdenziali.


OMISSIONE DI COMUNICAZIONE E "DOLO DEL PENSIONATO"


Specifica l'avvocato Alessandro Milani: il contribuente deve rendere conoscibile e informare ogni anno l'INPS di tutte le possibili variazioni in aumento del suo reddito.

Nel caso concreto, alcune prestazioni previdenziali devono essere quantificate non solo in base al singolo reddito personale, ma anche al totale dei redditi familiari: per esempio quando si riceve una pensione di reversibilità per la perdita del proprio coniuge, in caso di una eredità, oppure di un reddito extra per aver messo in affitto un immobile o per aver svolto un altro lavoro, sono tutti casi che devono essere segnalati perchè comportano un aumento reddituale.

Cosa bisogna fare in questi casi?


Al variare del proprio reddito, ogni anno a Giugno, la vostra dichiarazione dei redditi deve essere presentata sia all'Agenzia delle Entrate, sia all'ente di Previdenza. Se non viene effettuata questa comunicazione anche all'INPS si incorre in una OMISSIONE ed è proprio in questi casi che si parla di "DOLO del PENSIONATO".

L'ENTE DI PREVIDENZA HA IL DOVERE DI VERIFICARE I VOSTRI DATI REDDITUALI ENTRO DETERMINATI TEMPI PREVISTI DI LEGGE


Quando ricevete delle comunicazioni da parte di INPS in cui sostengono ci sia stato un superamento dei limiti del vostro reddito che riguardano l'erogazione della pensione o di altre prestazioni assistenziali, fate molta attenzione agli aspetti che vi descriviamo, non sottovalutateli onde evitare di incappare in un indebito previdenziale !!!


Dal momento che l'Agenzia delle Entrate e l'INPS non dialogano tra loro, queste informazioni vengono elaborate diversi anni dopo rispetto alla vostra effettiva comunicazione all'Agenzia delle Entrate e ciò è una delle maggiori cause che possono determinare la formazione di un indebito previdenziale.


Inoltre a difesa dell'INPS sono intervenute alcune sentenze del Tribunale che hanno ribadito ulteriormente che: "La conoscibilità della variazione reddituale si determina quando il contribuente abbia inviato la propria Dichiarazione dei Redditi anche all'ente di Previdenza Sociale".


Di conseguenza l'INPS può sostenere di non essere stata informata entro i dovuti tempi in merito alle variazioni dei vostri redditi e pretendere così la restituzione delle prestazioni erogate in eccesso.

Il nostro consiglio per escludere qualsiasi problematica è di inviare la vostra Dichiarazione dei Redditi anche all'INPS perchè l'Ente ha la facoltà e il diritto prescritto di procedere al recupero dell'indebito, valutato secondo i loro calcoli, entro e non oltre il 31 Dicembre dell'anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Ovviamente a chi non è competente in materia non risulta subito chiaro, mentre per noi ad esempio, proprio il fatto che...


l'Ente non abbia rispettato determinati termini di tempo previsti per Legge potrebbe essere l'occasione che ci permette di impugnare e contestare la richiesta di restituzione dell'INPS e avviare così un ricorso per bloccare il provvedimento di indebito.

L'INDEBITO PUO' NASCERE ANCHE DALL'OTTENIMENTO DELLA PENSIONE DI REVERSIBILITA' DEL CONIUGE DECEDUTO


Un altro caso di indebito che ricorre frequentemente tra i nostri assistiti è legato alle QUOTE PENSIONE di REVERSIBILITA'. Anche in questo caso vanno effettuate le necessarie verifiche con un CONSULENTE PREVIDENZIALE per appurare se le somme pretese debbano essere realmente restituite all'INPS.


Anche l'Ente Previdenziale potrebbe aver sbagliato i calcoli o i tempi di notifica del provvedimento


Tante volte l'INPS può aver commesso degli errori di calcolo perché la sommatoria di questi due redditi da pensione diretta e indiretta vanno a sforare e superare determinati limiti di reddito previsti per legge e determinano quindi l'applicazione delle percentuali di riduzione dell'importo pensionistico di reversibilità.


Questo determina un indebito! indebito per il quale l'INPS potrebbe dire di non aver ricevuto nessuna comunicazione da parte del pensionato o dei suoi eredi inerenti la variazione dei redditi e pertanto, quando l'ente effettua la verifica con anni di ritardo, l'indebito ha raggiunto un tale ammontare, spesso di diverse migliaia di euro!


Approfondite l'argomento leggendo il mio articolo:



COSA FARE QUANDO L'INPS SOSPENDE LE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI


Aspetti diversi e regole diverse della normativa particolare regolano invece le prestazioni assistenziali rispetto a quelle previdenziali: vanno dal riconoscimento di una invalidità agli assegni di accompagnamento, agli assegni sociali. E attenzione perché spesso anche dopo anni possono arrivare delle richieste dall'INPS in cui vi chiedono la restituzione di importi sostenendo che non vi spetta più quella prestazione assistenziale.


Non tutto è così semplice: infatti quando si ricevono queste comunicazioni dall'ente di previdenza, PRIMA di fare qualsiasi cosa e presentarsi ai loro sportelli per accettare un piano di rateizzazione, la cosa essenziale a nostro avviso, è di rivolgervi ad un professionista esperto in materia previdenziale per avere una consulenza e far verificare se esistono o no i presupposti per impugnare il provvedimento emesso da Inps. Qualora invece non ci fossero le condizioni a vostro favore, allora non resta altro da fare che accettare una rateizzazione, MA più lunga possibile per poter rientrare del debito contratto.


Le rateizzazioni possibili per restituire un indebito all'INPS sono al massimo di 36 mesi, cioè tre anni.

L'intervento di un avvocato può aiutare a trovare un accordo per ottenere una rateizzazione maggiore, come già successo, magari facendo valere un importo di reddito molto esiguo. Quindi come vedete, l'intervento di un legale è di solito sempre molto utile!!

Ricordate che l'Ente di Previdenza ha un tempo molto lungo per poter effettuare queste verifiche. Si tratta in questo caso di una prescrizione decennale, quindi l'INPS ha 10 anni a disposizione. Purtroppo non si può dire altrettanto per il contribuente che come dicevamo prima deve rendere conoscibile e informare ogni anno l'INPS di tutte le possibili variazioni in aumento del suo reddito: ad esempio in caso di una eredità, oppure di un reddito extra per aver messo in affitto un immobile o per aver svolto un altro lavoro, sono tutti casi che devono essere segnalati perchè comportano un aumento reddituale.


COME GESTIRE E AVVIARE IL RICORSO GERARCHICO


Noi dello Studio legale Milani prima di tutto cerchiamo sempre di dialogare con gli enti amministrativi con un passaggio precedente all'avvio di una eventuale causa avanti al giudice in Tribunale. Spesso gli importi richiesti dall'ente previdenziale sono molto elevati, anche di decine di migliaia di euro!!


Prima di pagare è sempre meglio chiedere l'intervento di un professionista per valutare se la richiesta di restituzione dell'INPS sia effettivamente legittima.

E' un passaggio intermedio: dopo aver fatto le necessarie verifiche fondamentali della vostra documentazione si valuta la possibilità di avviare un ricorso amministrativo o gerarchico che ci permette appunto di dialogare con il relativo Comitato Provinciale INPS di competenza secondo il luogo di residenza del ricorrente. Quindi non siamo ancora in fase giudiziale e non si è ancora avviata una causa e non dovete spaventarvi e aver timore di affrontare una causa contro l'INPS.


L'obiettivo è sempre quello di far valere le proprie ragioni personali in fase extra-giudiziale (specialmente quando queste siano evidenti) per chiedere l'annullamento del provvedimento di indebito o almeno una riduzione parziale del debito.

L'INPS ha l'obbligo di rispondere accogliendo o rigettando il ricorso fornendo delle motivazioni che non sono sempre molto chiare ed esaustive. Poi eventualmente, qualora il ricorso venga rigettato, si procede all'ultima fase giudiziale davanti al Giudice presso il Tribunale competente fornendo le prove che devono essere fondate e molto circostanziate: quello del Lavoro se siete dipendenti privati oppure alla Corte dei Conti se siete dipendenti pubblici.


Tutti questi aspetti sono fondamentali e possono costituire la base di contestazione e impugnazione contro i provvedimenti di indebito INPS. Non aspettate e non dimenticate che devono essere rispettati i tempi previsti dalla legge.

CONTATTAMI, affidati ad un consulente di fiducia per informazioni e consulenze legali in merito a ricorsi INPS o mediazioni stragiudiziali in tema di pensioni e previdenza, compila il modulo in fondo al sito.



Studio legale: Viale Bianca Maria, 3 - 20122 Milano